PARTE 1

Quello che sto passando non lo augurerei a nessuno. Mi ero immaginato quasi solo cose belle quando sognavo di diventare padre e soprattutto quando la cosa diventava concreta. Le senti dire mille volte quelle frasi in giro “guarda che è tosto essere genitore”, “diventare padre ti cambierà la vita”...io le ascoltavo come rumore di fondo e caso mai pensavo “sì, mi cambierà la vita e non vedo l’ora!”. Che poi non è che non sia felice di essere papà di Martina, la amo immensamente, ma a volte non capisco come affrontare certe sue crisi (io le chiamo così) e quei suoi musi, che mi tiene per ore e mi fanno sentire così impotente.

 

Quando un genitore si immagina insieme ai propri figli proiettandosi nel futuro, è facile che si trovi a pensare alle cose belle che vorrebbe succedessero. Nell’idea che si fa del figlio o della figlia, spesso sono incluse le cose che sogna di condividerci, quelle che per lui o lei come genitore è più facile giocarsi. Insomma, si immagina mentre tira fuori il meglio di sé.

Ma poi si trova a fare i conti con i figli per ciò che davvero sono, con i figli reali. E non è così semplice. In tutte le relazioni ci sono difficoltà, però qui sono ancora più forti per tutto quello che c’è in ballo per un genitore: il senso di responsabilità, la paura di sbagliare, il desiderio che il figlio soddisfi certe aspettative o che non si allontani troppo crescendo, la conferma di essere un bravo genitore, e molto altro. E allora le cose si complicano.



Ma noi psicologi siamo qui per dare una mano proprio su questo.
Per aiutare i genitori a:

- alleggerire il peso della responsabilità e quello della paura di fallire;

- fare i conti meglio con i bisogni dei figli anche quando sono diversi da quello che ci aspettavamo;

- sentirci un genitore che fa quello che può, e che quello è la cosa migliore che può fare;

- fronteggiare più serenamente il bisogno di indipendenza di un figlio, per non viverlo come se volesse dire “mi sto allontanando da te” o “ti sto rinnegando”, perché non è quello che il/la figlio/a sta cercando di fare;

- capire cosa fare insieme al proprio figlio, come creare dei momenti condivisi in cui noi stiamo bene con loro e loro con noi;

- come affrontare i momenti difficili (che inevitabilmente ci saranno), senza viverli come una catastrofe irreparabile, ma come un momento da superare insieme.

 

PARTE 2

Io e il mio compagno abbiamo sempre avuto un sacco di cose in comune. Questo è stato un punto di forza della nostra coppia. Da quando c’è Cristian e ancora di più con l’arrivo anche di Miriam, facciamo tanta fatica a trovare un punto di vista comune su quasi tutto ciò che li riguarda. Io mi sento frustrata e lo dice anche lui di esserlo. Per me è importante che i bambini sappiano gestirsi in modo autonomo, anche se con la nostra presenza sicura. Per Paolo invece sono ancora troppo piccoli per fare certe cose da soli e a me sembra che li voglia controllare. Non so più chi faccia bene e chi faccia male. Secondo me i bambini ne risentono di questa situazione e ho paura che questi nostri disaccordi creino un danno a loro. E se gli causassimo un trauma?

 

La nascita di un figlio può cambiare l’assetto della coppia. Ci si trova a fare i conti con dei modelli educativi differenti, a volte leggermente di diversi, a volte completamente. Di rado questo aspetto viene preso in considerazione dalla coppia prima della nascita di un figlio o di una figlia, e poi ci si trova a fronteggiare queste divergenze quando è già il momento di “fare il genitore”, di scegliere che rimandi dare al proprio figlio.

Quando poi i genitori provengono da culture diverse, a volte le cose possono complicarsi. Non è detto, ma capita che emergano differenze che prima non si vedevano, o perché quei temi non erano così importanti in una vita a due, o perché era più semplice fronteggiare le differenze, quando non avevano a che fare con il sentirsi genitore.

Che si provenga o meno dalla stessa cultura, prima di avere un figlio o una figlia, spesso non immaginavamo quanto certe cose fossero importanti per noi, quanto tenessimo ad alcuni modelli o valori.

Spesso poi una complicazione ulteriore si riscontra quando i genitori non sono più una coppia, ma sono separati; può essere molto difficile fare i genitori quando non si va più d’accordo, o non si vuole sapere più niente del proprio ex-partner.

 

Ma noi psicologi di Con te all’estero siamo qui per aiutare la coppia di genitori a:

- trovare delle strade comuni per rapportarsi ai propri figli;

- armonizzare le differenze, perché per i figli l’esperienza diretta di differenti approcci può essere un valore aggiunto, se vissuta dai genitori in modo sereno;

- capirsi vicendevolmente sui propri modi di vedere i figli, sui propri approcci educativi e sulle radici del modello che ognuno di noi porta con sé, anche alla luce delle proprie esperienze personali;

- trovare dei modi per rapportarsi ai figli in modo “congiunto” anche se la coppia non funziona più, se è separata o sta pensando di farlo;

- avere delle nuove chiavi di lettura rispetto a come si comporta il figlio o la figlia, e della relazione che si è instaurata tra lui/lei e ognuno dei genitori;

- poter disporre di nuovi strumenti relazionali (di comportamento e verbali) per fronteggiare i momenti difficili, o prevenirli, al fine di sentirsi tutti più leggeri e sereni nelle interazioni.

 

 Se stai sentendo queste o altre difficoltà nella relazione con tuo figlio o tua figlia, puoi contattarci per prenotare un percorso di supporto alla genitorialità, con uno/a psicologo/a del nostro team che si occupa di relazione genitori-figli, e che ti aiuterà ad affrontare e risolvere il problema.