Dott.ssa Letizia Passarella

Psicologa - Psicoterapeuta

“Quando cammini, tu sollevi una gamba e sposti il baricentro in avanti, fuori dalla base d’appoggio.

Fai tutto quello che serve per cadere, e cadresti, se non fosse che all’improvviso ti puntelli, appoggi il piede e subito ti sbilanci di nuovo.

È l’unico modo di spostarsi adottato dall’uomo che si basi su una perdita di equilibrio: spingere il centro di gravità oltre il limite di sicurezza.” WU MING

 

Camminare è l'azione di base che compiamo per spostarci da un posto ad un altro, per visitare luoghi nuovi, ma anche per scoprire nuove vie in posti conosciuti. 

Da che ho memoria, ho sempre amato muovermi e credo che questo aspetto continui a caratterizzare il mio stare in relazione con gli altri, personalmente e professionalmente. Per me è molto importante “stare in movimento”: sia fisicamente parlando, sia metaforicamente parlando, con il significato di continuare a mettermi in gioco e provare a trovare delle soluzioni creative, che mi facciano sentire energica e vitale. 

 

Quando sono all’interno della stanza di terapia mi piace portare questa dinamicità e creatività: non dare nulla per scontato, comprendere il punto di vista di chi ho di fronte, provare ad esplorare alternative percorribili. Mi affianco ai pazienti che seguo, sia in studio privato che online, nel modo in cui si accosta un compagno di viaggio: fianco a fianco, ascoltando in modo incondizionato e senza giudizio, accogliendo il vissuto della persona e rispettandolo. 

 

Parlare con i miei pazienti del significato delle loro scelte e relazioni, delle motivazioni per cui hanno intrapreso certe strade e non altre, è ciò che più amo fare; aiutarli a potersi sentire di nuovo attivi, vivi, protagonisti della propria vita e non più bloccati o fermi in situazioni stagnanti, è ciò che dà senso al mio lavoro. Il “movimento” diventa così metafora di quello che cerco di favorire nella relazione terapeutica.

 

Camminare è la prima azione che impariamo a fare da bambini. Camminare implica anche un andare oltre il nostro baricentro e perdere l’equilibrio per poi riacquistarlo. E se si cade? Oppure, se si ha paura di cadere e ci si blocca? Credo siano situazioni comuni, così come varie volte nella vita re-impariamo a camminare: in una nuova relazione, in una nuova casa, in un nuovo Paese. La terapia può essere d’aiuto nel momento in cui la “perdita di equilibrio” arresta il percorso di una persona e tramite la relazione terapeutica è possibile tornare a tracciare nuovi sentieri e scrivere nuovi racconti. 

 

 

TITOLI

Vittimologa Clinica e Forense – Master APL 

Iscrizione all’Albo dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia – n°19400

Laurea magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità – Università degli studi di Padova

Laurea triennale in Scienze Motorie – Università degli studi di Brescia

Specializzata in Psicoterapia Cognitivo Costruttivista, indirizzo narrativo ermeneutico – Cesipc (Padova) 

 

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