Sembra quasi un controsenso, ma forse è possibile tenere insieme le due cose.

Stiamo vivendo in un periodo difficile, in cui l’emergenza sanitaria globale ci chiede di mantenere le distanze, di non superare alcuni confini e di ridurre al minimo i nostri contatti. Questa situazione può averci tenuto lontani dai nostri affetti e dai nostri legami più intimi. Può averci messo in difficoltà rispetto alla possibilità di “amarci”, nel senso più ampio del termine, visto che ci ritroviamo ad essere distanti.

 

Come inserire questa “distanza forzata” con gli aspetti legati alla sessualità?

Siamo spesso inclini a pensare che se siamo lontani fisicamente allora la sessualità viene inevitabilmente a meno. Questo è tuttavia vero solo in parte, perchè se consideriamo che la sessualità non è solo l’atto fisico in sé, possiamo immaginarci di sperimentare questo aspetto anche in altri modi e in altre forme.

 

Se togliamo la vicinanza fisica, cosa ci rimane?

L’immaginazione, la fantasia, la comunicazione e la condivisione!!! E non è poco, se lo leggiamo all’interno del mondo della sessualità! Le fantasie possono stimolare la nostra creatività e riattivare la sfera del desiderio. E condividere questi aspetti, se ce lo sentiamo, può favorire una maggiore complicità all’interno della relazione e perché no far emergere anche il lato più giocoso e ludico della sessualità.

 

Da dove partire?

Prima di tutto proviamo a farci qualche domanda: cosa ci può far piacere in un’ottica sessuale? Cosa ci attrae dell’altro? Quali sono i gesti/gli atteggiamenti/le parole/gli aspetti che più ci “accendono”? Cosa ci immaginiamo possa far piacere al nostro partner?

La sessualità, intensa come affettività, emotività, attività sessuale, parte da qui, ovvero dalla conoscenza di noi stessi e del nostro partner.

 

C’è qualcosa che possiamo portare avanti nella nostra relazione e nei nostri rispettivi piaceri anche a distanza?  

Possiamo provare a rendere l’immaginazione e la comunicazione più forte, proprio ora che manca l’aspetto più fisico. Immaginiamo, confidiamoci, raccontiamo cosa ci piace, fantastichiamo insieme.. La tecnologia in questo senso ci viene in aiuto.

Trasformiamo questa distanza forzata, in qualcosa che possa alleggerire il peso della mancanza, ma che ci possa anche far riscoprire certi lati del nostro partner e/o di noi stessi che nella quotidianità stavamo trascurando. Immaginiamoci cosa possiamo fare di nuovo quando ci rincontreremo, proviamo a pensare a cosa non abbiamo mai sperimentato e che invece potremmo fare appena ne avremo l’occasione.

 

Gotthold Ephraimn Lessing diceva che “l’attesa del piacere è essa stessa il piacere”, cosa ne dite?

 

Rossella Bazzani

Psicologa e Psicoterapeuta