Abbiamo chiesto ad Expat italiani famosi sul web di raccontarci la loro esperienza e condividere gioie e dolori di un’esperienza

così importante come la vita all’estero. 

 

Continuiamo la nostra rubrica con Micol: di origine padovana ma di “adozione” parigina. Si trova nella città dell’amore dal 2009,

quando si è trasferita per lavorare all'Università, con una borsa di post-dottorato in Neurobiologia. Qui ha incontrato il suo

compagno e dato alla luce due bellissimi bambini, Fanny e Pietro!

 


1) Nome & Alias: Micol  Maritan-Cagnazzo// IG @not_a_perfect_mum

2) Cittadinanza: ITALIANA from Padova

3) Posizione geografica attuale: Parigi

 

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Con Te all’Estero: Cosa ti è piaciuto di più del trasferirti a Parigi?

 Micol Maritan-Cagnazzo: Beh, ho visto Parigi per la prima volta all'età di sei anni e me ne sono innamorata subito. L'atmosfera di questa città è unica, l'ho sentito subito e per tutta la vita ho sognato di venirci ad abitare. Così, appena finito il mio dottorato di ricerca in neurobiologia a Padova, ho cercato lavoro all'Università qui e l'ho trovato. Quindi la risposta è che io ho realizzato il mio sogno di vivere a Parigi.

Inoltre, dopo due settimane in Francia, ho conosciuto un ragazzo di Napoli che un anno dopo è diventato mio marito e ora abbiamo due bimbi, per cui direi che la cosa più bella di questo espatrio è stato creare una famiglia.

Tra l'altro la mia prima bimba è stata concepita grazie ad una cura per problemi id fertilità che nel 2015 in Italia non era disponibile. Devo molto alla Francia.

 

 

CTE: Qual è stata invece la cosa più difficile?

 MMC:La cosa più difficile senza dubbio è stata la ricerca dell'alloggio. Parigi ha un mercato immobiliare particolare: alloggi carissimi (sia in affitto che in vendita) e poca disponibilità. Cercare casa dall'Italia prima del trasferimento è stata dura, soprattutto per il rischio di trovarsi a vivere in una topaia! Alla fine mi sono affidata ad un'agenzia, ovviamente i costi sono molto elevati. Per affittare casa qui bisogna avere uno stipendio tre volte superiore al prezzo dell'affitto, un contratto di lavoro, un conto in banca ed un garante, è veramente difficile districarsi.

 

 

CTE: Un consiglio a chi sta per trasferirsi?

 MMC:Un consiglio che posso dare a chi vuole trasferirsi all'estero, che sia Parigi o altrove, è cercare un punto di appoggio. Cercate community di italiani, in genere ho visto che i nostri connazionali all'estero sono molto disponibili e si cerca di aiutarsi a vicenda. Guardate sui social, su Internet, ponete domande, non esitate a chiedere aiuto concreto (un divano su cui dormire i primi giorni, i migliori supermercati, un aiuto con il trasloco).

 

 

CTE: La prima cosa da fare quando arrivi in un nuovo Paese?

MMC:La prima cosa da fare quando si arriva in un nuovo Paese secondo me è imparare la lingua. Soprattutto in Francia, dove non sono molto portati per l'inglese e preferiscono di gran lunga quando lo straniero fa lo sforzo di parlare in francese. Imparare la lingua può sembrare uno sforzo inutile in alcuni casi (in Paesi come Olanda, Danimarca e Norvegia dove si parla bene inglese per esempio), però a mio parere dimostra una volontà di integrarsi che è importante per sentirsi veramente parte di un luogo.

 

 

CTE: La cosa più complessa che ti sei trovata ad affrontare e come l'hai risolta?

 MMC:Una delle cose più complesse in Francia è la burocrazia, per qualsiasi cosa ci vogliono tonnellate di carte: per la tessera sanitaria, per la disoccupazione, per il conto in banca... Io ho avuto la fortuna di poter contare su mio marito, che è in Francia da più tempo di me e aveva già passato tutto l'iter. Il mio consiglio anche in questo caso è di chiedere aiuto a qualcuno che ha passato già questa esperienza. Ci sono situazioni veramente difficili da gestire se non si ha un aiuto su cui contare.

 

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Micol conclude l’intervista dicendoci: “Spero che quanto ho detto non faccia desistere dal trasferirsi all’estero. Ovviamente ogni Paese ha i suoi pro e contro, espatriare richiede coraggio, spirito di adattamento e determinazione, ovunque si vada!”

 

La ringraziamo per il suo contributo!

 

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