- “Davvero?!”
- “Si, hai capito bene, torno in Italia!”

 

È probabile che ognuno di noi abbia letto questo dialogo con un tono diverso e magari immaginandosi in quella situazione con un particolare stato d’animo. Tornare nel proprio Paese di origine, infatti, non ha lo stesso significato per tutti e può essere accompagnato da emozioni anche molto diverse tra loro.

Quando si pensa all’esperienza degli expat, spesso l’attenzione si focalizza sulle aspettative, i dubbi e l’eccitazione legati alla partenza, rimane invece meno discusso il tema del rientro nel proprio Paese, anch’esso accompagnato da altrettante emozioni. Infatti, per chi ha scelto di costruire un pezzo della propria vita in un Paese diverso dal proprio, il rientro può avere un sapore dolce e amaro...un mix di entusiasmo e timori.

 

 Da cosa possono dipendere le emozioni legate al rientro in Italia? 

Le ragioni legate ad un rientro in Italia possono essere varie: tenere in considerazione l’origine di questa scelta è importante per comprenderne l’impatto emotivo. C’è chi il rientro lo ha programmato e magari tanto atteso e chi si è trovato a stravolgere i propri piani e a tornare, magari forzatamente, a casa.

Chi sceglie di tornare in Italia a conclusione di un’esperienza all’estero che di partenza aveva un “tempo determinato” sarà probabilmente più pronto ma potrebbe comunque sperimentare tristezza o malinconia per la conclusione di un percorso significativo.

Diversa è la situazione di chi il ritorno non lo aveva previsto ma per circostanze inaspettate si trova a doverlo affrontare. Un lavoro che non decolla, una relazione che finisce o che inizia, una minore disponibilità economica, una problematica familiare, sono alcune delle motivazioni che possono portare le persone a dover affrontare l’idea di un inatteso rientro in Italia. In questa circostanza la sensazione può essere quella di subire la scelta, di non avere possibilità di portare avanti ciò che negli anni si è - a volte anche faticosamente - costruito e questo può portare a frustrazione e smarrimento, senso di fallimento per essere dovuti tornare prima del tempo, perdita di senso per ciò che si è costruito fino a quel momento. 

 

 E poi d’un tratto la pandemia… 

Se per gli expat il ritorno è sempre stato un tema delicato, da quando la situazione pandemica ha stravolto in modo inaspettato le nostre vite, ha assunto un significato ancor più rilevante. Il ritorno è stato tanto agognato per alcuni e tanto sofferto per altri e i vissuti sono dipesi da molteplici fattori tra cui la concreta possibilità di raggiungere casa, la preoccupazione per i propri familiari, periodi più o meno prolungati di isolamento. La straordinarietà e l’imprevedibilità di questa situazione hanno portato ad uno sconvolgimento dell’equilibrio di molti, ad un rimescolamento delle carte in gioco, ritrovandosi a pensare al rientro in Italia in modi diversi da come si era fino a quel momento fatto. Sono quindi saltati progetti e programmi magari pensati e sognati da lungo tempo. 

E poi ci sono gli expat che invece sono rimasti bloccati nei paesi che li ospitano. Per qualcuno di loro è stato ed è tuttora impossibile tornare in Italia, per altri lo è solo affrontando lunghe trafile burocratiche, per altri ancora decidere di tornare in Italia o meno implica fare i conti con tante incertezze e preoccupazioni.

“Se torno adesso in italia, mi faranno rientrare nel Paese dove vivo?”
“Chiuderanno nuovamente i confini?”
“E se invece aspettassi ancora, ci sarà più avanti la possibilità di tornare con più certezze?”

Sono domande di non poco conto, perché implicano anche la possibilità di continuare a non vedere le proprie famiglie e i propri amici. E questo lascia un grande senso di impotenza e ingiustizia.

E allora, cosa fare? È importante provare ad accogliere i risvolti emotivi di questa situazione senza chiedere a noi stessi di essere sempre pronti ad affrontare qualsiasi condizione. Attraversare momenti di sconforto e tristezza non significa arrendersi ma può voler dire comprendere che alcune situazioni ci mettono più alla prova di altre e che a volte possiamo aver bisogno di più tempo per ritrovare il nostro equilibrio. In molti casi può essere di grande aiuto la condivisione: che sia con parenti e amici in Italia o nel Paese in cui si vive, condividere i propri vissuti può aiutare a non sentirsi soli e a scoprire che in momenti di fatica possiamo contare sulla presenza di qualcuno per noi importante.

 

 Perché a volte il rientro può essere sia dolce che amaro? 

È possibile provare emozioni contrastanti circa il rientro in Italia, emozioni che possono avere un sapore dolce e, allo stesso tempo, amaro. Per alcuni, la dolcezza legata al ricongiungersi con i propri familiari e al respirare quell’aria di casa può mischiarsi con l’amarezza di un rientro non previsto e con dei progetti bruscamente interrotti. Per altri, può essere invece predominante la paura di ricongiungersi alle proprie famiglie, di rientrare nelle stesse dinamiche dalle quali erano andati via o che li avevano spinti a partire. 

Tornare o restare: avrò fatto la scelta giusta? è sicuramente una delle domande più frequenti che molti expat si sono fatti. 

Entrambe le strade hanno portato con se pro e contro e nessuna delle due vi porterà forse a capire se avete avuto ragione o torto ad imboccarla. Avete dovuto fare una scelta difficile e in qualche modo in quel momento era sicuramente per voi la migliore. 

 

 ...E se cambiassimo prospettiva?  

Il gusto amaro del rientro è spesso dovuto al fatto che per molti ritornare in Italia corrisponde al fare un passo indietro. E se invece lo considerassimo come un passo... in una diversa direzione? Direste che il bagaglio di esperienze e i cambiamenti vissuti all'estero finiscono con la fine dell'esperienza expat? Probabilmente no! Potrebbero essere punti da cui partire anche una volta tornati in Italia. A volte Italia ed estero vengono vissuti come mondi così distanti da apparire inconciliabili. Ma forse c’è anche la possibilità di creare dei ponti tra questi due mondi. 

Provate a portare con voi quello che è stato il vostro modo di vivere e stare con gli altri all’estero. Molti di voi sentiranno di essere cambiati durante l'esperienza expat. Avete il dubbio di poter mostrare questi cambiamenti alle persone che avete lasciato in Italia? Forse si, ma ricordatevi e ricordate agli altri che non siete più i vecchi voi! Allora provate a presentarvi nuovamente con il vostro bagaglio arricchito e cambiato. Fate tutto ciò che vi permette di sentirvi la stessa persona che eravate all’estero.  

È così facile? No, non sempre, in circostanze di grande fatica, non è semplice cercare le soluzioni che ci fanno star meglio. In questi casi un percorso psicologico può essere di grande aiuto per poter proseguire il nostro viaggio….anche in Italia. 

 

Per concludere vi lascio questa citazione di José Saramago che può accompagnare a vedere il “ritorno” come possibilità di costruire qualcosa di nuovo:

“Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre..”
Josè Saramago

Sabrina Piccoli
Psicologa e Psicoterapeuta