Ebbene sì, è arrivato il cosiddetto Blue Monday, il giorno considerato più triste dell’anno.

 

Nonostante sia ormai chiaro da tempo che si tratti di una bufala, viene spesso citato e riportato anche dai media, entrando a far parte dell’immaginario e della cultura collettiva.

Attenti quindi a non cadere nella trappola del bias di conferma, e cioè la tendenza umana a cercare conferme di ciò che già si pensa: se partite dall’idea che oggi sarete tristi, troverete inevitabilmente degli indizi che vi daranno ragione. La memoria e la coscienza funzionano così, portandovi a ripescare vissuti e ricordi che sosterranno la vostra emozione.

Questo significa che dobbiamo evitare di essere tristi? Assolutamente no, anzi: dovremmo cercare di capire come rendere la tristezza una nostra alleata, anziché un qualcosa da combattere e da eliminare a tutti i costi.

 

Ecco alcuni suggerimenti per farlo:

 

   • La tristezza, come ogni emozione, ci segnala che sta accadendo qualcosa di significativo per noi.

   • Tende a emergere in seguito a perdite e delusioni riguardanti gli obiettivi personali e il nostro contesto relazionale, spingendoci a chiedere sostegno e aiuto.

   • Ci ricorda cosa è importante per ognuno di noi: a quali valori aspiriamo, cosa ci rende soddisfatti, cosa ci è utile per stare bene con noi stessi e con gli altri.

   • Con i suoi correlati psicofisici (senso di pesantezza, lentezza, apatia, ecc…) ci invita alla calma, al raccoglimento, al recupero delle energie in vista di altri obiettivi e del proseguimento del nostro percorso di vita.

   • Ci invita a ridefinire i nostri obiettivi, e a ricostruire nuove versioni di noi stessi.

 

Potete anche fare alcuni esercizi per aiutarvi a gestire la tristezza:

 

   • Cosa sentite di aver perduto in questo periodo? Quali delusioni sentite di aver provato? Quali obiettivi non siete riusciti a raggiungere? Provate a fare un elenco scritto…

   • Sulla base del vostro elenco, cosa potreste dire che per voi è importante in questo momento della vostra vita?

   • Prendetevi del tempo per voi, per recuperare energie, dedicandovi ad attività che vi servono per stare bene con voi stessi

   • Permettetevi di chiedere aiuto e sostegno a chi vi trasmette fiducia e sentite possa starvi vicino in questo momento

Chiedevi cosa potete fare di diverso per continuare a investire nei vostri obiettivi e nelle vostre relazioni importanti in maniera più soddisfacente.

 

E per concludere, un film che vi suggerisco di vedere per comprendere appieno il valore evolutivo della tristezza:

 

   • INSIDE OUT (2015) di Pete Docter e Ronnie del Carmen: in questo film Pixar la protagonista Riley, una ragazzina di 11 anni del Minnesota, si trova a vivere alcuni eventi familiari che la porteranno a cogliere il significato profondo delle sue emozioni di base (gioia, tristezza, rabbia, paura, disgusto), rappresentate come dei pupazzetti dentro la sua mente.

 

Buona visione e buona tristezza a tutti!

Stefano Giusti
Psicologo