⁓ Fobie e Paure ⁓ 

 

COSA?

Le fobie classificate nei manuali diagnostici sono innumerevoli. Classificate in base al malcapitato oggetto fobico a cui si legano, finiscono per assumere le etichette più disparate. Così scopriamo di avere l’ailurofobia se abbiamo paura dei gatti e la ceraunofobia se a spaventarci a morte sono i temporali e l’aichmofobia se abbiamo paura di ricevere iniezioni. Nomi che possono far sorridere, ma di sicuro viverle quelle fobie non ci fa ridere affatto.

Qualcosa di simile accade quando l’elemento scatenante può essere rappresentato da una situazione particolare, come volare, prende l’ascensore, guidare ecc…

Anche la paura di essere esposti al giudizio degli altri, di apparire ridicoli o in imbarazzo eccessivo può portarci a sperimentare forti sensazioni di ansia, definita in questi casi fobia sociale.

 

PERCHÈ?

“Io razionalmente lo so che non ha senso, ma mi paralizzo, non riesco. Non capisco perché mi succeda. Che poi da uno come me non ci si aspetterebbe una cosa così.”

Le fobie ci appaiono spesso come qualcosa di insensato, incomprensibile, che ci cade addosso contro il nostro volere. Ci inseguono, ci braccano, e quando ci riescono ci bloccano. Noi vorremmo solo andarcene, allontanarci, magari senza che ci veda nessuno. E invece ci tocca stare proprio lì, apparentemente inermi, ad aspettare che passi.

 

DOVE?

Nel corpo. Tutte le tipologie di fobia, con nomi più o meno pronunciabili, hanno in comune la loro azione dirompente nel corpo. Tachicardia, sudore, palpitazioni, tremori, rossore, tensione muscolare e nausea sono sensazioni che chi ha sperimentato una fobia conosce bene. Il nostro corpo ne viene attraversato. La sola idea di ripetere o di avvicinarci di nuovo alla situazione temuta causa agitazione e preoccupazione. Imbarazzo e vergogna possono farci sperimentare una sensazione di sconfitta o di impotenza. La prima soluzione che troviamo, di solito, è, comprensibilmente, l’evitamento. Ma non sempre questo è possibile e spesso comporta il rinunciare anche ad una serie di aspetti importanti che non sempre lo rendono la scelta preferibile.

 

QUINDI?

Possiamo chiedere aiuto quando sentiamo che quella fobia sta limitando la nostra possibilità di fare esperienze. Quando l’evitamento fa si che per fare qualcosa impieghiamo molto più sforzo e fatica di quanto ne impiegheremmo senza. Quando la fobia interviene negativamente sulla nostra immagine di noi stessi. Quando sentiamo che per noi sta rappresentando un problema. Scegliere di affrontare ciò che di così sensorialmente forte e apparentemente incomprensibile ci sta capitando può essere la nostra chiave.

 

 




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